Quante volte giù in Sicilia (ops volevo dire su) ho sentito scherzare su quale fosse il succo di frutta preferito e subito si rispondeva “quello all’uva”…Io sinceramente non ne avevo mai visti, ma in verità ho scoperto che esiste veramente…analcolico,in confezioni classiche e con gusto…va beh un bicchiere di vino è sicuramente migliore ![]()
Ecco un’altra serie di foto “curiose”, dal pulmino capovolto in mezzo alla strada (la curiosità più che altro è che può essere una cosa normale), alla jeep degli sposi (il nome della coppia è sulla targa) con ricevimento organizzato in villa, ma con catering caricato in pentole varie e padelle su un pick-up…per non parlare poi delle treccioline della bambina e qualche tramonto che ha pur sempre il suo fascino.
Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.
(Neruda) M.Medeiros
Oggi son passati i primi 30 giorni in Congo,ne mancano altri 60 se tutto va bene (o male secondo i punti di vista)alla mia prima rimpatriata.
Certo proprio oggi è stata una giornata strana…un sabato…..chi traslocava e io che speravo di poter rimanere ancora per un po’ nella stanza in cui finora ero stato,meno male che un italo-armeno voleva fare un cambio e non me lo son fatto dire 2 volte.Dopo la mattina in ufficio la giornata è filata più o meno in modo standard eccetto per il fatto che finalmente ai miei hanno attivato l’adsl e ci siamo visti in webcam dopo un mese…altre considerazioni..BOH !!! Non so se questi giorni sembrano tanti o pochi, se ci si abitua alla lontananza oppure no,sicuramente i primi avevano un colore diverso da questi ma ancora non mollo e volendo non mi sono stancato e per me è come se fossi partito ieri..va beh ci siamo capiti..non esageriamo ![]()
Il punto della situazione sul posto è che la città è molto più povera rispetto alle altre africane che finora avevo visto, il turismo è pressocchè nullo e le strade sono in condizioni pietose,ma poi è sempre la solita Africa..è impressionante come moltissimi stati sembrano non essere diversi tra loro e come le immagini che mi si presentano davanti siano sempre le stesse anche a distanza di Km e Km…sarà che forse sono un po’ più abituato dopo questa 3°volta nel continente nero. Certo lo spirito è diverso (non da turista)ma indubbiamente sarà che forse già ho smesso di stupirmi nel vedere chi vende gelati con la bicicletta, o donne con carichi che violano le leggi della fisica sulla testa, persone distese per strada o che pisciano e rovistano fra la spazzatura come se niente fosse o musica e colori negli angoli più impensati.Uno stato anzi un continente strano ma molto strano….
Non sarò il massimo della svegliezza in questa foto,ma ci permettete che mi devo vantare di aver conosciuto chi sarebbe diventata Miss Italia 2008 (hanno fatto vedere le dirette quì dal Congo).
Memorabile per me rimane lo scherzo che le abbiamo fatto con Angelo alla radio durante la trasmissione Dupale,mi son spacciato in diretta per un tamarro calabrese appassionato di Tuning parlando di diametri,modifiche e altri termini tecnici che in verità leggevo dalle inserzioni ebay….E lei ? non vedeva l’ora che io la finissi ma in diretta non lo poteva dire
In molti mi hanno domandato dove vado a lavorare, dove si trova l’ufficio ecc…Ecco un video che renderà sicuramente meglio l’idea
P.s. Naturalmente il video è girato in città
Ecco il file del collegamento effettuato con gli amici di Radio Etna Espresso a cui va un mio caloroso saluto. E’ curioso ascoltare e a volte poter intervenire dal Congo sulla radio di Acireale, quando ascoltavo Radio DeeJay sembrava strano sentire i radioascoltatori che intervenivano dall’estero figuriamoci ora


