Ma allora come è andato questo Natale ? Sicuramente diverso sotto molti punti di vista…se poi ripenso al ritrovarmi in pantaloncini e infradito accanto un albero di Natale o aver fatto il bagno e preso la tintarella è ancora più curioso…ecco comunque qualche foto con video finale del concerto in LA-MI-RE da Pointe Noire
- Insegna "luminosa"
- Parfumerie of Pointe Noire
- bungee jumping
- MTN regala PARIGI
- Colori
Qualcuno mi ha domandato “ma cosa si fa lì a Natale ? Alberi di Natale,presepi e regali ?”. Magari la risposta potrebbe sembrare banale, più o meno scontata,ma non penso così, io ho risposto subito “ma se tu avessi poco come lo passeresti ?”. Diciamo che con la scusa di ritrovarmi quà in questo periodo, mi sono accorto dal vivo di ciò che si legge sui giornali e si dice a scuola,in tv ecc…ormai senza panettoni/pandori, vetrine illuminate,luci sgargianti, presepe e alberi non ci accorgiamo che è Natale. Ma è possibile che lo identifichiamo solo in questo modo, ma dobbiamo attendere per forza il 25 dicembre per voler fare un regalo ? Indubbiamente quà le scenografie per ricordarselo sono alquanto poche, non c’è neve (anzi c’è un sole in questo periodo), le vetrine dei negozi non esistono…è già tanto se ci sono i negozi e come se non bastasse ci sono delle immagini surreali che si vedono per strada..congolesi con infradito e pantaloncini che provano a vendere ai bordi della strada qualche Babbo Natale gonfiabile e che di solito nell’immaginario collettivo è collegato alla neve. Badiamo bene si vede ogni tanto qualche piccolo addobbo ma diciamo che secondo me ci sono più addobbi alla Rinascente in Via Etnea che in tutta la città. Uno dei supermercati più grandi ha realizzato un piccolo stand con la scritta “mercato di Natale” ma mi han detto che risale a un bel po’ di tempo fa e non lo smantellano mai…anche in pieno agosto si vede questo Babbo Natale..avranno forse licenziato il vetrinista ? O forse cambiano le scenografie ogni 15 mesi (e non ogni 15 giorni come in Italia)…magari l’assenza di contorni gioverà alla parte spirituale del Natale…vedremo..
Ho chiesto in giro cosa si fa quì durante il periodo natalizio per scrivere qualcosa di attendibile e non frutto della mia immaginazione e la maggior parte mi hanno risposto che Natale è la festa dei bambini ed effettivamente questa risposta mi ha permesso di capire cosa avrei fatto io a Natale se avessi avuto poco (vedere l’inizio di questo post)..avrei cercato almeno di far contento i bambini. Ho chiesto anche cosa avrebbero sognato nel 2009 e le risposte indubbiamente sono state semplici, chissà se noi avremmo risposto :”nel 2009 il mio desiderio è avere un frigorifero!!”. Spero che, sia per loro che per chiunque legga, a Natale tutti i sogni possano diventare realtà.
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Non voglio inoltrare nessuna mail già fatta con gli auguri quest’anno (quelle solite mail risalenti a 15 anni fa che di solito riceviamo, clicchiamo su “inoltra a tutti” e ci leviamo il pensiero).Stavolta gli auguri li voglio rivolgere a tutti tramite il blog
Buon Natale 2008 dal Congo..e per non essere materiale…mangiate voi al posto mio
Per gentile concessione di Carlo F.
Le emozioni indescrivibili ed intense delle notti congolesi…
Giunge tosto, verso le 5 di un buio mattino di Dicembre, un giovane furfantello. Il panico regna presto sovrano all’interno della casa, con i nostri ospiti in subbuglio.
IL FATTO: L’ignobile velocemente balza dal tetto del box intrufolandosi in casa dalla cucina, per poi precipitarsi deciso all’interno della camera del buon Carboni. Con il solo ausilio di una torcia elettrica il marrano comincia la perlustrazione della stanza, alla ricerca dei beni e preziosi da poter sottrarre. Il tenente colonnello Carboni, alla vista dei lampi di luce dettati dalla torcia, pensa subito alla combinazione meteorologica indotta dal periodo, ipotizzando fulmini e piogge stagionali. Eppure i fenomeni di depressurizzazione dell’emisfero settentrionale unitamente alla traslazione a sud delle figure bariche che il Tenente Colonnello ben conosce, non convincono pienamente il Carboni della possibilità di pioggia, inducendolo ad aprire gli occhi per scorgere la situazione atmosferica reale oltre la finestra. La situazione climaticamente poco convincente ipotizzata, unitamente ad un forte odore maschio che aleggia nella stanza e che tramortisce a tratti il dormiente, riportano ben presto il Carboni alla realtà dei fatti, ed in una sola frazione di secondo il Tenente Colonnello scorge la losca figura a fianco del proprio letto. Ed è cosi che l’inquilino della GH8, con gran dignità, si lascia andare ad un urlo virile, richiamando l’attenzione e l’interesse degli altri ospiti. In tutto questo al ladruncolo (già impossessatosi di interessanti articoli elettronici pronti ad essere ripresentati sul mercato locale) non rimane che tentare la fuga lasciando la refurtiva nel sottoscala. Gli attimi sono concitati, e gli abitanti di GH8 vegono svegliati di soprassalto. Il più lesto di tutti è Paolino Rapino che (non appena riconosce l’urlo allarmato del collega e conscio della minaccia che il Carboni sta subendo) con scatto fulmineo e sprezzante del pericolo salta giù dal letto, e mediante gesto eroico si chiude ben bene a chiave all’interno della propria camera. Giorgio & Antinori, destato dal sonno, prende rapido la rampa delle scale per capire cosa succede al piano di sotto. Il fanese in consueta tenuta da notte (che ricordiamo consiste in “nudo integrale” con sola maglietta bianca e due gocce di chanel numero 5) si presenta nel salotto armato di manganello… ma con mani libere… Intanto gli attimi pressanti, le urla ed i movimenti portano il guardiano all’interno della casa, alla ricerca disperata del motivo del suo risveglio prematuro. Il Carboni si fa subito capire bene, ed il guardiano provvede a soffiare energicamente nel proprio fischietto per cercare la solidarietà e collaborazione dei colleghi per la “caccia al ladro”. Intanto D.J.Eno (sentendo i fischi provenienti dalla casa) continua a dormire, sognando di un vigile urbano particolarmente agitato alla periferia sud di Terni e con atto sportivo passa agilmente dal fianco sinistro al fianco destro, continuando col suo sogno. Mango, nel trambusto generale, guadagna pacato la cucina e, confortato dal fatto che il marrano non si sia impossessato di generi alimentari, mette a frutto il suo ottimo fiuto analizzando l’aria pesante che aleggia in guest house. “E’ ancora qui – asserisce sicuro – ne sento l’odore…”. In corridoio giunge anche la figura del Brandy, con pantaloni del pigiama correttamente posizionati sotto le ascelle, e scarpe antinfortunistiche ben allacciate. I ragazzi optano presto per un atto di forza alla ricerca del fuggitivo, armandosi con le stecche del biliardo posizionato in sala, e gentilmente donate dal presidentissimo in persona. Seguendo il saggio consiglio del numero uno aziendale (“Dateci dentro ragazzi!”) elargito qualche tempo avanti, gli ospiti di GH8 cominciano con la perlustrazione del sottoscala… sebbene del ladro non ci siano tracce… Nel frattempo, con passo di bradipo, scende lentamente le scale anche “The Saint” che, per avere un quadro chiaro e comprensibile della situazione, non impiega meno di 15 minuti. Il signore dei materiali, non nascondendo il proprio disappunto per la procedura di “acciuffamento ladro” mal eseguita, torna seccato nella propria ala del palazzo.
Trascorre il tempo, ma del manigoldo nessuna traccia. In GH8 non rimane che fare colazione, ed attendere la prossima avventura…
WE DON’T CARE.
Domenica sono ritornato da Gondissa (l’artista più celebre di Pointe Noire e credo di tutto il Congo).Per la cronaca anche se non sembrerebbe ha 61 anni portati benissimo (dice lui grazie alla corsa e allo “gighi gighi”).Vendendo i suoi quadri di acrilici mescolati a terra ai turisti a prezzi irrisori, egli ha sempre mantenuto se stesso e la sua numerosa famiglia, nonchè tutta la scuola di pittori che lo accompagna e che lo considera un vero e proprio maestro…per la cronaca ha esposto sia in Italia che a Parigi…
Siamo rimasti un bel po’ a parlare e a scherzare sia con lui che con gli altri pittori,persone semplici e disponibilissime e che in fin dei conti sono davvero innamorati dell’arte. Non immaginate la mega-struttura dove dipinge..en plain air nel vero senso della parola…in un prato con qualche albero attorno e con un solo tavolo da dove vengono partorite tutte le loro opere..un tripudio di colori e diciamo che li comprerei quasi tutti..il problema poi è avere le pareti per metterli
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Ho chiesto a lui qualche conferma sulla sua biografia (l’avevo letta su Internet) ed è rimasto stupito che io la conoscessi e che si parlasse di lui sul web, mi ha detto “mais tu es un magicien! “Ho promesso che avrei portato le pagine stampate ed è rimasto così contento e stupito da volersi fidare di me, a tal punto da consegnarmi una lettera, che dovrò spedire via e-mail a un italiano che stima tantissimo e che credo sia stato per lui una sorta di mecenate..il suo nome è Paolo Familiari, un ex giocatore di rugby, autore di un libro in cui cita anche Gondissa, che è riuscito a far realizzare un sogno per tanti ragazzi di Pointe-Noire:costituire una squadra di rugby e farli partecipare in Italia al Trofeo Topolino. Cercherò sicuramente di poter acquistare il suo libro “Un urlo oltre la meta” e magari un’altra volta parlerò di lui e di ciò che si narra(anche senza conoscerlo)su questo italiano che è stato in Congo stimato e rispettato da tutti.
Dopo il bagno fatto nell’oceano ecco un altro pensiero particolare che può sembrare banale,ma d’altronde come diceva Einstein (credo fosse lui)”l’uomo che cessa di stupirsi ha cessato di vivere”.
Sentirsi un puntino in mezzo all’oceano,distante dalla terra e guardarsi attorno vedendo solo il mare,mare e ancora mare e accorgersi all’improvviso di migliaia di pesci (sembravano i tonni dalle pinne gialle) nuotare in basso….una sensazione strana che solo in parte si può capire dal video…e per concludere un po’ di acidità non guasta…hihi Buona visione
In dubbio fino alla fine se rendere pubblico questo filmato alla fine ho ceduto ed ecco a voi delle immagini davvero sconvolgenti
Buona visione e non divulgatele
Chi avrebbe mai detto che io (ragazzo da “arrusti e mancia”) si sarebbe ritrovato a cena con l’Ambasciatore italiano in Congo?? Eppure è stato così !!! Ieri sera l’Ambassadeur Extraordinaire et Plénipotentiaire d’Italie ha organizzato una serata al Twiga in occasione delle festività natalizie per porgere gli auguri a tutti gli italiani di Pointe-Noire e naturalmente ci siamo andati (4 irriducibili più il gran rappresentante
).Era scritto di presentarsi in tenue de ville (cioè in abito da sera o elegante) ma noi a modo nostro in fondo lo eravamo anche se indubbiamente sembrava straaano ma molto straaano ritrovarsi in un’occasione di queste.Circa 50-60 persone,cena discreta, discorsi ufficiali di ringraziamento e atmosfera stile “quelle cose viste in tv” ma la cosa per me più divertente e che mi ha colpito di più, oltre ad aver assaggiato la mozzarella dopo tanto tempo (costa circa 6000CFA) è stata la musica in sottofondo che allietava la serata..e non tanto per l’Inno d’Italia che secondo me è stato ignorato da tutti (anche se critichiamo sempre i calciatori),ma perchè hanno messo nientepocodimenoche Vasco Rossi e i Modena City Ramblers (il mio gruppo preferito)..
P.s. uno spumante però lo potevano stappare !!!!!
Fra le cose che possono mancare di più quì, oltre alla vecchia vita, alle persone e al cibo c’è indubbiamente il poter trascorrere una giornata “occidentale/normale”, dove ciò vorrebbe dire fare le cose più banali: prendere un caffè, farsi un giro in macchina, comprare qualcosa o farsi una passeggiata a piedi.
Fino ad ora diciamo che tutto questo mi era mancato,ma oggi magia delle magie dopo il rinvio dell’escursione inizialmente prevista a causa della pioggia torrenziale, siamo usciti nel pomeriggio a piedi. Da premettere che già questo può sembrare normale da noi,ma quì non lo è (non è che ci siano tutti questi posti a breve distanza dove poter andare) e così ci siamo diretti verso il villaggio degli artigiani.
Oggetti bellissimi,di tutti i tipi (qualcuno a volte un po’ trash) e qualcuno che non si sa se sia appartenente all’antiquariato africano o se sia stato sotterrrato per sembrare più vecchio: maschere paurose,statue,scacchiere,accessori,quadri,qualche coccodrillo imbalsamato,portafogli, cinture e borsette in pelle di serpente ecc…Avrei comprato tutto (eccetto gli oggetti in pelle un po’ tamarri),ma la difficoltà a volte anche in questo sta nel sapere scegliere.La cosa più divertente è stato per me contrattare con il mio francese-siculo per far capire cosa volevo,come lo volevo e a quanto…sembrava la scena del film comico Brian di Nazareth in cui l’acquirente voleva acquistare a prezzo pieno e il venditore diceva che era impossibile perchè bisognava contrattare !!!L’altra cosa veramente affascinante per me è stato allontanarmi dalle paillottes con gli oggetti e avvicinarmi invece ai bordi dove non vendevano niente ma modellavano e scolpivano il legno..grandi tronchi da cui sarebbe impensabile immaginare potessero uscire gioielli, finalmente ho visto come nascono (e in che condizioni) tutte le statuine e gli oggettini che noi troviamo nei negozi etnici in Italia…la foto sarebbe stata d’obbligo,ma ho preferito non farla,come per una sorta di rispetto del loro lavoro che forse spesso banalizziamo. Nemmeno a me farebbe piacere se all’improvviso piombasse uno in ufficio e mi farebbe una foto mentre lavoro.Sono dei veri e propri artisti.Bloccare quell’attimo e in quel momento non sarebbe stato giusto…Leggevo una volta sul National Geographic che solo dopo aver messo a proprio agio una persona,averla conosciuta e aver potuto parlare con lei può uscire una foto discreta…oggi ho pensato che in fondo è vero..proverò a seguire questo consiglio anche perchè con la scusa della contrattazione già un paio li ho conosciuti e dovremmo rivederci nei prossimi giorni. Un tramonto stupendo ha accompagnato il ritorno a casa e passeggiando per Pointe Noire sembrava davvero strano pensare a questa “domenica normale”, vedere intorno una vegetazione e un ambiente completamente diverso e rendersi conto di non essere in Africa da turista ma di viverla e di poter cogliere tutte le sfumature che altrimenti non si potrebbero vedere….
E alla fine caffè e dolce seduti a parlare come se niente fosse e fine della “domenica normale”…da domani ricomincia un’altra settimana




















