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Lug 20
Congolesizzato
icon1 kouam | icon2 Pensieri, musica | icon4 20 Luglio 2009| icon33 Commenti »

A volte le migliori serate nascono senza nessuna programmazione, all’improvviso e quando meno te l’aspetti. Nel pomeriggio avevo fatto una telefonata a Eusebio che mi aveva detto sempre di farmi vivo ogni tanto….volevo fare un giro al mercato o meglio un report fotografico, ma in questa occasione mi disse che di sera avrebbe suonato ad una festa. La linea era disturbata, non capivo bene alcune parole in francese ma naturalmente dissi ok. Rendez-vous alle 20:00 davanti al CCF (circolo culturale francese). Chi c’è c’è, chi non c’è non c’è, ma queste cose alla Cristiano, senza sapere i dettagli e all’avventura magari me le accollo solo io e sono andato ugualmente senza nessun mundelé (uomo bianco).Alle 19:55 ero già sul luogo dell’appuntamento e stranamente anche Eusebio: “non sei completamente africano” gli dissi, ed effettivamente si fece una risata anche lui consapevole della mia allusione alla concezione di puntualità africana. Il succo del racconto qual’è ? Che mi sono ritrovato a passare una piacevolissima serata in una sorta di locale congolese riparato da una tettoia con solo qualche altro francese che era stato invitato e pieno di africani. Tutti insieme fraternamente a bere, facendo vedere la mia foto con i capelli sulla patente e scoprendo che in Congo puoi essere dichiarato anche con il cognome dello zio all’anagrafe (infatti i loro gradi di parentela sono tutti; père, mère, frère, petit frer, grand père ecc… Abbiamo ascoltato musica, salutarci come si sarebbe fatto in Italia, ridere e scherzare o fare qualche battuta, addirittura in francese e magari tutto questi elementi all’apparenza banale ti fanno sentire “cittadino del mondo o multiculturale”. Se poi all’insieme uniamo che sono entrato mano nella mano con Eusebio (nei paese africani è normalissimo come senso di amicizia),che abbiamo mangiato riso, pollo e sakassaka dallo stesso piatto e bevuto 3 N’Gok (birra congolese) grandi e che non sono stato mai lasciato solo un attimo nemmeno quando con nell’assoluta spontaneità mi ha detto “je vais à pisser dérrier le mur” devo dire che mi sono congolesizzato parecchio. Ma sono appunto tutti questi piccoli particolari, questi episodi normale di vita quotidiana giovanile congolese che ti fanno stare bene e che ti danno la consapevolezza non solo dell’essere cittadini del mondo indipendentemente dal colore della pelle, dalla nazionalità o dallo stato in cui ti ritrovi, ma che basta un piccolo di predisposizione mentale per potersi adattare e vivere psuedo-normalmente anche in questo paese lontano non solo geograficamente ma anche culturalmente….e per dare l’idea della musica che allietava la serata ecco un piccolissimo video…

Alla prossima

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Lug 14

<< A volte basta cambiare musica per cambiare il punto di vista >>

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Giu 16
Uno strano post
icon1 kouam | icon2 Pensieri | icon4 16 Giugno 2009| icon312 Commenti »

Ultimamente mi ritrovo a fare una riflessione: durante la vita i pensieri possono maturare un po’ come Picasso che andava dal periodo blu a quello rosa (credo fosse questo il colore), come Leopardi che passava dalla concezione di natura benigna a quella matrigna o come in fondo, osservando la vetta di un monte, sebbene sia sempre la stesso per uno scalatore il punto di arrivo, la visuale può cambiare in base all’osservazione fatta dal lato est, nord, sud ecc…ma la meta finale è la stessa, il sogno di arrivare fin lassù non cambia anche se cambiano i percorsi e gli ostacoli da dover superare, anche se non capisci più lo sherpa che ti ha sempre accompagnato o anche se lo zaino è pesante…Dopo questa breve divagazione cerco di venire al dunque in quanto ho sempre vissuto la mia esperienza in Africa con gli occhi di un bambino, alla continua ricerca e con il desiderio sempre di potermi stupire…questa filosofia mi ha accompagnato in tutti questi mesi e mi ha permesso di continuare a VIVERE e a non fossilizzarmi…il tutto però fino all’altro giorno, quando un episodio che avrei voluto raccontare sul blog mi ha cambiato. L’occasione è stata data da un invito a cena a casa Gondissa, un’occasione sicuramente unica nel suo genere e altrettanto particolare, ho sentito molti dire chissà come sono le case degli africani o come vivono lì dentro e questa curiosità aveva contaggiato tantissimo anche me. Pensavo prima della cena che avrei potuto scrivere un’altra fra le cose particolari che mi ero ritrovato a vivere in Congo, ma con tutto il rispetto dopo essere tornato da casa sua non credo più che sia il caso dare alla mercé di tutti il resoconto della serata. Magari qualcuno penserà “ma come non scrivi niente?”, “ma come era casa sua?”, “ma cosa hai fatto?”,”come hai mangiato?”.Ma se per un attimo dovessi pensare di invitare a casa mia una qualsiasi persona e sapere che poi il resoconto della serata o la descrizione di casa mia andrà su internet mi lascerebbe una sensazione un po’ strana..Non mi è venuta voglia di fare nessuna foto, se non una come ricordo per loro, credo di essere entrato nella loro intimità e appunto per non violare l’accoglienza ricevuta e come segno di rispetto mi viene solo da dire che la gentilezza e l’ospitalità sono concetti universalmente riconosciuti e al più affido a questo blog i miei più sentiti ringraziamente per avermi messo a mio agio, per avermi fatto assaggiare un pesce squisitissimo avvolto in foglie di banano, per essere stati gentili con una persona con cui in fin dei conti non hanno niente da guadagnare, per aver dato il loro tutto, per avere condiviso la loro birra e il nostro vino e per essere stati così gentili fino alla fine da rifiutare anche i soldi del taxi (dato che Gondissa ci ha accompagnato fino in città al ritorno per non farci perdere).Una sensazione così familiare davvero strana e davvero lodevole che racconterò un giorno solo a chi mi conosce per bene e che quindi potrà capire effettivamente questo strano post e questo strano pensiero che ho voluto scrivere. Non serve immortalare con una macchina fotografica o con delle parole sul blog ciò che si vive, certi ricordi sono sicuro che mi accompagneranno sempre.

Mag 27

Prendendo spunto da questa piccola e semplice preghiera che compariva in un libricino edito da Fabrica di Oliviero Toscani ecco un video di alcune donne in preghiera che abbiamo incontrato in un villaggio al ritorno dall’escursione dei petits. Musica, colori e gioia accompagnava queste signore appartenenti a un gruppo di preghiere cristiano che pregano insieme 3 volte la settimana (la domenica dalle 8 alle 13). Sinceramente credevo fossero le prove del coro e la signora stile Sister Act mi ha spiazzato chiedendomi

- “Perchè voi non pregate così ?”. 

- “Beh non proprio” ho risposto io (ho preferito evitare il discorso)

-”Posso filmare ?” ho continuato

_” Certo che male c’è”

- Grazie

- Prego ! Prego…Prego ?

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Feb 1
Shopping
icon1 kouam | icon2 Pensieri | icon4 1 Febbraio 2009| icon32 Commenti »

Con la scusa di dover accompagnare a fare shopping l’italo-armeno (che venerdì torna in Italia)abbiamo fatto il classico giro dei venditori di fiducia.Beh mi sono accorto che forse ho comprato un bel po’ di cose da come sorridevano quando mi hanno visto, ma anche questo in fondo mi fa piacere, mi diverto un sacco a contrattare e il bello è che quando tu domandi un prezzo loro ti dicono direttamente “40000 CFA da contrattare”,ma non farebbero prima a dire un prezzo più sincero ? mi ricorda tanto una scena divertentissima di Brian di Nazareth :-)Mi ha fatto inoltre tantissimo piacere sapere che alcune idee che “avevo dato” hanno fatto successo, come ad esempio gli altri modelli delle borse di plastica (ma di questo ne parlerò un’altra volta). Ho dimenticato di portare qualche campioncino di profumo per un ragazzo che li aveva chiesti (a dire il vero voleva regalate anche un paio di scarpe Prada o Gucci come se io indossassi solo quelle :-). Un piccolo pomeriggio diverso e alla fine succo di frutto della passione alla piscina del Twiga….che buono !!!!

Gen 20
Riassunto
icon1 kouam | icon2 Pensieri | icon4 20 Gennaio 2009| icon32 Commenti »

Difficile riassumere brevemente le sensazioni del ritorno a casa, di sicuro è stato stranissimo…arrivare a Roma e vedere che in fondo era Natale, vedere che esistono anche altre macchine oltre alle Toyota dei tassisti di Pointe Noire (e che esista anche qualche altro colore oltre al blu), camminare e sentire il freddo oltre ad avere una voglia matta di ritornare dopo 4 mesi…sapere di dover rimanere a casa solo per 15 giorni e voler avere il tempo di salutare e riabbracciare tutti, di vivere qualsiasi secondo fino alla fine e sperare che il tempo potesse non finire mai. Ho messo quasi 2 kg in 15 giorni, potendo gustare tutte le cose di cui avevo desiderio, anzi ” i cuosi giusti” mia mamma ha appeso in cucina la lista dei piatti che mi mancavano (e che avevo messo sul blog) e ogni giorno ho potuto assaggiare qualcosa…beh certo mi è mancata solo una bella fettina di carne di cavallo da Achille…Ogni momento, ogni pomeriggio, ogni serata è stata davvero meravigliosa, andare a funghi a Gennaio, ritrovare la mia stanza libera (e non con il cartello AFFITTASI)rivedere la pioggia troinese e la nebbia e quel freddo che mi mancava, la giornata a Catania, ad Acireale in ufficio ( come faranno senza di me? ) e la sera a vedere Yes Man al cinema, seltz e cornetto come ai vecchi tempi…avrei da ridire sull’abat-jour nuova e sul televisore che ho trovato ancora guasto perchè “tanto c’è tempo fino al 2012 per acquistarlo!!!” E per il resto credo che abbia riassunto abbastanza, ma proprio abbastanza !!!!!

Dic 24
Natale in Congo
icon1 kouam | icon2 Pensieri | icon4 24 Dicembre 2008| icon36 Commenti »

Qualcuno mi ha domandato “ma cosa si fa lì a Natale ? Alberi di Natale,presepi e regali ?”. Magari la risposta potrebbe sembrare banale, più o meno scontata,ma non penso così, io ho risposto subito “ma se tu avessi poco come lo passeresti ?”. Diciamo che con la scusa di ritrovarmi quà in questo periodo, mi sono accorto dal vivo di ciò che si legge sui giornali e si dice a scuola,in tv ecc…ormai senza panettoni/pandori, vetrine illuminate,luci sgargianti, presepe e alberi non ci accorgiamo che è Natale. Ma è possibile che lo identifichiamo solo in questo modo, ma dobbiamo attendere per forza il 25 dicembre per voler fare un regalo ? Indubbiamente quà le scenografie per ricordarselo sono alquanto poche, non c’è neve (anzi c’è un sole in questo periodo), le vetrine dei negozi non esistono…è già tanto se ci sono i negozi e come se non bastasse ci sono delle immagini surreali che si vedono per strada..congolesi con infradito e pantaloncini che provano a vendere ai bordi della strada qualche Babbo Natale gonfiabile e che di solito nell’immaginario collettivo è collegato alla neve. Badiamo bene si vede ogni tanto qualche piccolo addobbo ma diciamo che secondo me ci sono più addobbi alla Rinascente in Via Etnea che in tutta la città. Uno dei supermercati più grandi ha realizzato un piccolo stand con la scritta “mercato di Natale” ma mi han detto che risale a un bel po’ di tempo fa e non lo smantellano mai…anche in pieno agosto si vede questo Babbo Natale..avranno forse licenziato il vetrinista ? O forse cambiano le scenografie ogni 15 mesi (e non ogni 15 giorni come in Italia)…magari l’assenza di contorni gioverà alla parte spirituale del Natale…vedremo.. 

Ho chiesto in giro cosa si fa quì durante il periodo natalizio per scrivere qualcosa di attendibile e non frutto della mia immaginazione e la maggior parte mi hanno risposto che Natale è la festa dei bambini ed effettivamente questa risposta mi ha permesso di capire cosa avrei fatto io a Natale se avessi avuto poco (vedere l’inizio di questo post)..avrei cercato almeno di far contento i bambini. Ho chiesto anche cosa avrebbero sognato nel 2009 e le risposte indubbiamente sono state semplici, chissà se noi avremmo risposto :”nel 2009 il mio desiderio è avere un frigorifero!!”. Spero che, sia per loro che per chiunque legga, a Natale tutti i sogni possano diventare realtà.

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Non voglio inoltrare nessuna mail già fatta con gli auguri quest’anno (quelle solite mail risalenti a 15 anni fa che di solito riceviamo, clicchiamo su “inoltra a tutti” e ci leviamo il pensiero).Stavolta gli auguri li voglio rivolgere a tutti tramite il blog

 Buon Natale 2008 dal Congo..e per non essere materiale…mangiate voi al posto mio :-)

Dic 18

Dopo il bagno fatto nell’oceano ecco un altro pensiero particolare che può sembrare banale,ma d’altronde come diceva Einstein (credo fosse lui)”l’uomo che cessa di stupirsi ha cessato di vivere”.

Sentirsi un puntino in mezzo all’oceano,distante dalla terra e guardarsi attorno vedendo solo il mare,mare e ancora mare e accorgersi all’improvviso di migliaia di pesci (sembravano i tonni dalle pinne gialle) nuotare in basso….una sensazione strana che solo in parte si può capire dal video…e per concludere un po’ di acidità non guasta…hihi Buona visione

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Dic 9

Chi avrebbe mai detto che io (ragazzo da “arrusti e mancia”) si sarebbe ritrovato a cena con l’Ambasciatore italiano in Congo?? Eppure è stato così !!! Ieri sera l’Ambassadeur Extraordinaire et Plénipotentiaire d’Italie ha organizzato una serata al Twiga in occasione delle festività natalizie per porgere gli auguri a tutti gli italiani di Pointe-Noire e naturalmente ci siamo andati (4 irriducibili più il gran rappresentante ;-) ).Era scritto di presentarsi in tenue de ville (cioè in abito da sera o elegante) ma noi a modo nostro in fondo lo eravamo anche se indubbiamente sembrava straaano ma molto straaano ritrovarsi in un’occasione di queste.Circa 50-60 persone,cena discreta, discorsi ufficiali di ringraziamento e atmosfera stile “quelle cose viste in tv” ma la cosa per me più divertente e che mi ha colpito di più, oltre ad aver assaggiato la mozzarella dopo tanto tempo (costa circa 6000CFA) è stata la musica in sottofondo che allietava la serata..e non tanto per l’Inno d’Italia che secondo me è stato ignorato da tutti (anche se critichiamo sempre i calciatori),ma perchè hanno messo nientepocodimenoche Vasco Rossi e i Modena City Ramblers (il mio gruppo preferito)..

P.s. uno spumante però lo potevano stappare !!!!!

Dic 8

Fra le cose che possono mancare di più quì, oltre alla vecchia vita, alle persone e al cibo c’è indubbiamente  il poter trascorrere una giornata “occidentale/normale”, dove ciò vorrebbe dire fare le cose più banali: prendere un caffè, farsi un giro in macchina, comprare qualcosa o farsi una passeggiata a piedi.

Fino ad ora diciamo che tutto questo mi era mancato,ma oggi magia delle magie dopo il rinvio dell’escursione inizialmente prevista a causa della pioggia torrenziale, siamo usciti nel pomeriggio a piedi. Da premettere che già questo può sembrare normale da noi,ma quì non lo è (non è che ci siano tutti questi posti a breve distanza dove poter andare) e così ci siamo diretti verso il villaggio degli artigiani.

Oggetti bellissimi,di tutti i tipi (qualcuno a volte un po’ trash) e qualcuno che non si sa se sia appartenente all’antiquariato africano o se sia stato sotterrrato per sembrare più vecchio: maschere paurose,statue,scacchiere,accessori,quadri,qualche coccodrillo imbalsamato,portafogli, cinture e borsette in pelle di serpente ecc…Avrei comprato tutto (eccetto gli oggetti in pelle un po’ tamarri),ma la difficoltà a volte anche in questo sta nel sapere scegliere.La cosa più divertente è stato per me contrattare con il mio francese-siculo per far capire cosa volevo,come lo volevo e a quanto…sembrava la scena del film comico Brian di Nazareth in cui l’acquirente voleva acquistare a prezzo pieno e il venditore diceva che era impossibile perchè bisognava contrattare !!!L’altra cosa veramente affascinante per me è stato allontanarmi dalle paillottes con gli oggetti e avvicinarmi invece ai bordi dove non vendevano niente ma modellavano e scolpivano il legno..grandi tronchi da cui sarebbe impensabile immaginare potessero uscire gioielli, finalmente ho visto come nascono (e in che condizioni) tutte le statuine e gli oggettini che noi troviamo nei negozi etnici in Italia…la foto sarebbe stata d’obbligo,ma ho preferito non farla,come per una sorta di rispetto del loro lavoro che forse spesso banalizziamo. Nemmeno a me farebbe piacere se all’improvviso piombasse uno in ufficio e mi farebbe una foto mentre lavoro.Sono dei veri e propri artisti.Bloccare quell’attimo e in quel momento non sarebbe stato giusto…Leggevo una volta sul National Geographic che solo dopo aver messo a proprio agio una persona,averla conosciuta e aver potuto parlare con lei può uscire una foto discreta…oggi ho pensato che in fondo è vero..proverò a seguire questo consiglio anche perchè con la scusa della contrattazione già un paio li ho conosciuti e dovremmo rivederci nei prossimi giorni. Un tramonto stupendo ha accompagnato il ritorno a casa e passeggiando per Pointe Noire sembrava davvero strano pensare a questa “domenica normale”, vedere intorno una vegetazione e un ambiente completamente diverso e rendersi conto di non essere in Africa da turista ma di viverla e di poter cogliere tutte le sfumature che altrimenti non si potrebbero vedere….

E alla fine caffè e dolce seduti a parlare come se niente fosse e fine della “domenica normale”…da domani ricomincia un’altra settimana

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