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CONKOUATI

Diciamo che stavolta tutte le cose da scrivere erano fin troppo lunghe per essere pubblicate in un post sul blog e quindi ho pensato che era meglio poter dedicare una pagina a parte per descrivere una fra le escursioni più belle (e stancanti) fatte fino ad ora.                                                                                             

PARTENZA: ore 6
FORMAZIONE: Io-Mango-l’immancabile Lello-l’infortunato Salvatore-il conte Maurizio- Marra chef de chantier (1°convocazione)- gli stranier Radha e Joan (1°convocazione e prelevati rispettivamente dall’Atletico Nuova Delhi e dallo Steaua Bucarest)-Julien e Serge alla conduzione della squadra con rispettiva prole.
NON DISPONIBILI: l’italo armeno e Girgio ahah
CONDIZIONI METEO: buone
LUOGO: confine con il Gabon

Il primo tentativo di arrivare al parco qualche mese fa non era andato a buon fine, ma stavolta confidavamo nell’autista Serge che proveniva da un villaggio che si trovava lì vicino, anche se era la prima volta che ritornava lì dopo ben 15 anni (cioè da quando era andato in città per cercare lavoro).
A parte un bivio sbagliato ricordava la strada e nonostante i suoi anni di assenza ogni tanto salutava qualcuno che incontrava lungo la strada e faceva da intermediario-interprete-guida. Durante il tragitto attraversando i villaggi era indubbiamente curioso vedere la spensieratezza con cui si affronta la vita, bambini che giocavano, donne che cucinavano e ragazzi e uomini che facevano passeggiate di 2-3 ore per recarsi al villaggio più grande vestiti a festa (perchè magari era domenica). La cosa indubbiamente più strana è stato vedere alcuni pescatori con i gamberetti in un thermos e con il ghiaccio..come può esistere in mezzo alla foresta il ghiaccio ? Semplice (o quasi) ricoprendolo con la segatura dicono che riescono a conservarlo anche per una settimana e poter andare a vendere il pescato nei villaggi sparsi…

Dopo circa 4 ore di “autostrada” ci siamo ritrovati a dover attraversare il fiume con una chiatta, ci chiedevamo se quella solidissima struttura potesse reggere il peso e far arrivare sull’altra sponda le nostre 2 vetture con il potentissimo motore da 40 cavalli e per la serie ” lo scarabeo riesce a volare nonostante la Nasa non abbia capito come può fare considerando il suo peso e la forma delle ali”…..alla fine ce l’abbiamo fatta !!! Nel frattempo anche gli altri passeggeri della chiatta erano carichi di merce e alcune damigiane con contenuto presumibilmente alcolico che volevano rivendere al di là del fiume. Appena sbarcati eravamo contenti di essere arrivati, d’altronde Serge diceva che il suo villaggio era vicino al parco e che a sua volta era subito dopo il fiume, ma il concetto di “subito dopo” in Congo è relativo in quanto abbiam dovuto fare un’altra ora di strada sterrata prima di poter arrivare finalmente au Parc du Conkouati-Douli. Appena giunti a destinazione naturalmente nessuno era stato informato del nostro arrivo e fra l’altro abbiamo scoperto dopo che siamo stati i primi italiani ad arrivare fino a lì…poco male subito vediamo tanti scimpanzè piccolini che giocano, si arrampicano o provano a scappare dalle mani delle volontarie che per amore di questi animali sostengono tutte le spese e vivono per minimo 3 mesi all’interno della foresta, senza alcun lusso e lontani da qualsiasi forma di civiltà a cui noi di solito siamo abituati. Questi cuccioli di scimpanzè sono sicuramente troppo “nunni” (trad. Garzanti = carini, simpatici e amabili), ma la scena più comica è stata quando Lello desideroso di farsi immortalare mentre ne teneva in braccio uno se l’è fatto scivolare e il piccolino ha dato una craniata assurda e si è rialzato subito come un bambino piccolo tenendosi la testa da dietro e andando a farsi abbracciare da una delle volontarie per consolazione.
Piccolo inciso: il parco è una sorta di centro riabilitativo per scimpanzè maltrattati, feriti o sottratti ai bracconieri, ma dopo quella botta sicuramente poverino dovrà prolungare il suo soggiorno.

Dopo aver mangiato e visto nel frattempo qualche varano (lungo almeno un metro) che si avvicinava timidamente al cibo e un altro che me lo son visto correre davanti ai piedi all’improvviso (a rischio di infarto), abbiam assistito alla preparation pour le “nourrissage de scimpanzé” (sembrava a mò di documentario di Discovery Channel o Quark ) abbiamo preso la barchetta per andare negli isolotti dove erano ospitati gli altri primati.

Sul primo isolotto ne era ospitato solo uno (Derek) che ha cominciato a gridare quando ha visto che non c’eravamo fermati lì per dargli il cibo, ma uno dei gestori ha fatto capire che quel giorno l’appuntamento sarebbe stato da un’altra parte e come per magia ha capito così bene da averlo visto arrivare quasi subito dopo (il tempo della strada diciamo). Curiosissimo vederlo sbucciare la banana, e nutrirsi della canna da zucchero (l’abbiamo assaggiata anche noi ed è veramente ottima,dolce e delicata). Dopo essersi abbuffato è salito su un ramo e ha cominciato a mangiare e a fissarci lui come per dire: ” ma questi cosa vogliono ?” E un’altra fra le scene più belle (mi sa tanto che ne sto scrivendo parecchie) è stato vederlo poi vederlo seduto di fronte una delle volontaria, abbracciarla e accarezzarle i capelli (chiamalo scemo!!). Sembrava il film “Gorilla nella nebbia” anche perchè ci vuole indubbiamente molta confidenza, coraggio e fiducia nel fare questo di fronte a un bestione di circa 50-60 Kg che teoricamente potrebbe all’improvviso incaxxarsi di brutto brutto.
Al secondo isolotto penso invece di aver assistito ad uno dei più magnifici spettacolo naturalistici in vita mia (sono un po’ ripetitivo lo so:-) )..uno scimpanzè che per proteggere il piccolo e la moglie si arrampica tra i rami e vuole dimostrarci di essere lui il padrone e il più forte facendo stile King-Kong e poi va in acqua per avvicinarsi ancora di più a noi, strappa un ramo e dopo averlo alzato addirittura ce lo lascia andare….
Al ritorno subito di corsa verso casa (ciao mamma tranquilla scherzo!!)sia perchè ci aspettavano 5 ore di strada, sia perchè dopo le 18:00 sarebbe stato impossibile attraversare il fiume con la chiatta e sia perchè volevamo macinare più strada possibile prima che facesse buio.

Dopo aver attraversato la savana accompagnati da uno stupendo tramonto africano da cartolina abbiamo riattraversato tutti i villaggi percorsi all’andata al buio, potendo notare riflettere su qualcosa di differente: “la vita al buio”. Noi ormai abituati alla corrente elettrica abbiamo mai pensato come potrebbe svolgersi una vita intera senza luce ? (magari siamo abituati a brevi periodi causa campeggio) ma una vita intera senza una lampadina o senza vedere nessuna luce nemmeno in lontananza credo sia davvero particolare, nemmeno ci siamo accorti di molti villaggi che attraversavamo se non che per qualche residuo di fuoco acceso che rimaneva ancora davanti le capanne e stupore fra gli stupori nonostante l’oscurità ogni tanto i fari del fuoristrada illuminavano un brulichio di gente secondo me fuori dal comune, donne, giovani e addirittura bambini che senza timore passeggiavano indisturbati, tornavano presso le loro capanne senza nessuna lampadina o torcia, senza nessuna preoccupazione di incontrare qualche pericolo (il pericolo magari eravamo noi con la macchina)e indisturbati come se niente fosse o come se fosse una tranquilla passeggiata lungo il corso o la piazza principale di ognuno dei nostri paese/città.

Ho provato così a poter riassumere le senzasioni della giornata e a sintetizzare tutto in un video, ma sicuramente è sempre più difficile poter rendere l’idea di alcune esperienze che si vivono e che costituiscono quei diversivi che permettono di affrontare i giorni successivi con più carica. La qualità video non è sicuramente massima e anzi consiglio ufficialmente al Marra di comprarsi una telecamere più decente e magari di fare un piccolo corso on-line di regia (se lavorasse come filma credo rimarrebbe licenziato a vita :-) )….

Alla prossima avventura (anzi l’instancabile Lello sta pensando alla prossima Mission Impossible) e se dovesse andare in porto……credo di poter scrivere e filmare stavolta ancora molto ma mooolto di più…vedremo…no comment

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7 commenti »

Comment di Anonimo
2009-03-02 16:37:00

…un sacco bello….

Comment di elda
2009-03-02 16:40:20

è propio bello!!!

 
 
Comment di Tito
2009-03-02 23:32:39

Lello…continua così.

 
Comment di federica
2009-03-03 21:03:38

troppo bello cri… certo con l’audio era tutta un’altra cosa… gli scimpaze troppo belli!!! e sono simpaticissimi… ih ih!!!! guardando i tuoi filmati sembra di essere li,suoni, colori…vooooglio venireeee!!!!l’unico neo la tua intervista in francese… ah aha!!! ormai sei troppo internescional!!!!

 
Comment di due Anonimi
2009-03-14 01:03:30

Complimenti Cristiano, siamo rimasti a bocca aperta e senza parole. Il tuo diario della giornata ci ha colpito veramente. Per certi versi era come se fossimo con te e, per altri, ci è dispiaciuto che non ci fossimo.

 
Comment di pino
2009-06-25 23:10:39

mi fai tornare il mal d’africa

 
Comment di pino
2009-06-25 23:24:56

veramente l’ho sempre avuto il mal d’africa

 
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